Due chiacchiere con l’ultimo tedoforo, Michele Calvi

20 agosto 2009 Commenta

michelecalviNato a Reggio il 7 giugno 1990, ex giocatore di calcio, oggi allenato da Federico Menozzi, alla Self Atletica Montanari & Gruzza dal 2005, sulle orme della sorella Eleonora (primatista italiana Cadette nel triplo nel 1996).

In crescendo le ultime stagioni di Calvi: miglior prestazione nazionale Allievi ai Mondiali di Ostrava 2007 (5.568 nell’octathlon con regolamento Iaaf), titolo tricolore nel decathlon Juniores 2008 a Latina, titolo tricolore nel decathlon Juniores 2009 a Grosseto con record italiano (7189 punti), 11esimo ai recenti Europei Under 20 di Novi Sad, a soli 100 punti dal risultato di Grosseto, ma con i nuovi primati personali nel lungo (6.94), nei 400 (50″98), nei 110 hs (14″21) e nel disco (42.39).

Sorriso solare e fisico massiccio, Michele Calvi è pronto a spiccare definitivamente il volo.
Non mi dispiacerebbe intraprendere la carriera sportiva, magari riuscendo a entrare in un gruppo militare. Ma prima di continuare con la chiacchierata, prima di dimenticarmi, permettetemi di ringraziare il mio allenatore Federico Menozzi per i risultati ottenuti, il gruppo d’allenamento e i compagni di società.

Parliamo di Giochi del Tricolore?
Volentieri. Non posso che parlarne benissimo, visto che nel 2005 partecipai vincendo tre gare, i 100, 200 piani e 100 ostacoli. Medaglie d’oro a parte ricordo di essermi divertito parecchio e di aver avuto l’opportunità di conoscere ragazzi di altri Paesi. Grande esperienza, la consiglio a tutti.

Stavolta niente gare, ma un ruolo importante, quello di tedoforo nella Cerimonia d’Apertura.
Se pensiamo che nel 2005 era toccato a Stefano Baldini accendere il tripode, direi che il ruolo è molto “impegnativo”. Il fatto che la scelta sia caduta sul sottoscritto è un grandissimo onore.

Cosa c’è nel futuro di Michele Calvi? Ancora decathlon o magari la specializzazione in qualche disciplina?
Spero proprio di continuare col decathlon. Vero che probabilmente non abbiamo molta visibilità, ma l’ambiente che si viene a creare durante le gare mi piace molto. E’ una disciplina in questo senso un po’ particolare, c’è molta amicizia tra i concorrenti, che va al di là del risultato.