Scuola dello Sport Coni, mille i formati nel solo 2008

23 agosto 2009 Commenta

reverberi_william245All’ingresso del Villaggio dei Giochi del Tricolore, presso l’Istituto Nobili di Reggio, campeggia un gonfiabile blu con le insegne del Coni, che dell’evento giovanile internazionale è uno dei promotori. In particolare, il “gazebo hospitality” reclamizza la Scuola dello Sport dell’Emilia Romagna, un’istituzione che dal 2003 ha trovato nuovo impulso in ambito formativo.

“Aldilà della sede di Bologna – ­ racconta William Reverberi, presidente del Coni regionale ­ la Scuola regionale dello Sport è itinerante e sostiene le iniziative prese sul territorio dai vari Comitati provinciali con occhio attento a incrementare la cultura sportiva. La Scuola affianca il Coni e le federazioni sportive nel percorso di formazione dei vari addetti: dirigenti, arbitri, giudici di gara, tecnici di campo, addetti stampa. Nel 2008 i corsi di formazione della Scuola Coni regionale sono stati 35, di cui 20 di tipo tecnico-sportivo e 15 di marketing e management sportivo. Con un totale di mille partecipanti”.

La Scuola del Coni, che si avvale di tecnici di chiara fama e di docenti universitari, è ora in attesa del riconoscimento come ente di formazione, fatto che compete direttamente alla Regione. Reverberi si augura che questo avvenga in tempi brevi. C’è di più: “Vista la nuova regolamentazione della scuola, e l’apertura del dialogo tra il presidente del Coni Gianni Petrucci e il Ministro della Pubblica Istruzione Mariastella Gelmini ­ racconta Reverberi ­ ci aspettiamo un notevole miglioramento nel rapporto, storicamente non semplice, fra scuola e sport. Nel frattempo abbiamo attivato, qui in Emilia Romagna, un sostegno alle biblioteche regionali di Bologna, Ravenna e Forlì, che sono state messe in rete con il nostro supporto”.

In attesa delle consacrazioni ufficiali, i primi frutti dell’intesa con la Dirigenza scolastica sono le iniziative di formazione dei docenti delle scuole. “La disponibilità dei coordinatori provinciali di Educazione fisica è stata fondamentale”, precisa Reverberi.

Una nota dolente non può mancare, ma il presidente se la cava con un sorriso. “Il sostegno alla Scuola Regionale assorbe oltre il 30% del bilancio annuale, ma è frutto di una decisione collegiale. In passato c’era chi pensava che i fondi destinati alla Scuola portassero benefici relativi. Oggi la scuola di pensiero è una sola: sono soldi spesi bene, anzi benissimo”.

Nulla, peraltro, vieta che alla Scuola dello Sport regionale affluiscano contributi privati da parte di sponsor e partner a vario titolo: “L’ideale ­ – conclude Reverberi – ­ è che si arrivi, in futuro, a un corretto mix d’intervento economico pubblico e privato”.