Al Mirabello, atlete da tutta la regione per dire no alla violenza negli stadi

22 maggio 2015 Commenta

Nello storico stadio reggiano, domenica scorsa, si è svolto il quarto Torneo “Fuorigioco alla violenza”, organizzato dalla Reggiana Calcio femminile. La giornata era dedicata anche alla “Scuola di tifo”, per una cultura del tifo ‘a favore’

 

E’ stata una festa sportiva, quella che si è tenuta domenica 17 maggio al Mirabello. Le occasioni per portare oltre 120 ragazzine – provenienti da tutta l’Emilia Romagna – e un nutrito ed entusiasta pubblico, erano diverse, tutte però con lo stesso denominatore comune: dire no alla violenza negli stadi.

 

E’ con questo obiettivo infatti che è nato il Torneo “Fuorigioco alla violenza”, organizzato dalla Reggiana Calcio femminile, di cui domenica si è giocata la quarta edizione. La giornata era altresì dedicata a “Scuola di tifo”, una proposta educativa, adottata dalla Polisportiva Foscato, a cui la Reggiana Calcio femminile aderisce totalmente, e che è sostenuta dalla Fondazione per lo sport del Comune di Reggio Emilia. “Scuola di tifo” vuole promuovere, tra i più giovani, una cultura sportiva positiva, attraverso l’insegnamento di un tifo a ‘favore’ e non ‘contro’, mettendo in risalto i valori più nobili dello sport. Questa giornata è stata inoltre l’occasione per ricordare la strage dell’Heysel, di cui quest’anno ricorre il trentennale. Proprio davanti al Mirabello, un monumento rammenta il luttuoso episodio, unico luogo in Europa che abbia dedicato un ricordo alla strage.

 

I risultati del Torneo

Dopo la sfilata delle atlete e del comitato “Per non dimenticare Heysel”, le oltre 120 ragazzine, suddivise in 10 squadre, hanno disputato il Torneo “Fuorigioco alla violenza” con lealtà, ma anche con grande ardore sportivo. Le categorie interessate quest’anno: Giovanissime U15 ed Esordienti U13. In quest’ultima tipologia, hanno partecipato due maschietti per ogni squadra. Una scelta controcorrente, rispetto a quanto avviene abitualmente in campionati o tornei, dove infatti sono le bambine a essere eccezionalmente coinvolte all’interno di squadre maschili. “Il risultato – secondo la presidente della Reggiana Calcio femminile Elisabetta Vignotto – è incoraggiante e conferma che, quando ci si confronta in condizioni paritetiche, anche nel gioco del calcio non c’è distinzione di genere”.

Le sfide si sono susseguite senza sosta e anche con scambi di ruoli: c’è stata infatti una gara singola dei coach delle squadre, che si sono fatti guidare dalle proprie atlete, in una gimkana di abilità, alternata a una scenografia improvvisata di interpretazione di tifo educato. Premiazione finale di tutti i gruppi partecipanti, al di là del risultato, con la dovuta enfasi sul fair play per la sola migliore classificata del torneo. Premi fair play a coach, squadra, atleta e, non per ultimo, al miglior messaggio contenuto negli striscioni.